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Dott. Gaetano CUPO - Oculista

LA MIOPIA

Diagnosi Classificazione Cause Trattamento Chirurgia
Laser

La miopia è un difetto visivo o vizio di refrazione a causa del quale si vede sfocato da lontano mentre la visione da vicino può rimanere normale. La filologia del termine ci riporta all’antica grecia in quanto “miopia” deriva dal termine greco “myo”, che significa proprio “chiudere, serrare”, per indicare l’abitudine tipica dei pazienti miopi di serrare il margine libero palpebrale per vedere meglio da lontano.


visione normale
VISIONE NORMALE

miopia
MIOPIA

Nell’occhio normale, cioè privo di vizi refrattivi, i raggi luminosi che provengono dall’illuminazione riflessa degli oggetti distanti vengono messi a fuoco precisamente sul piano retinico. Nell’occhio miope, invece, questi stessi raggi vengono focalizzati davanti alla retina e poi divergono: sulla superficie retinica si forma quindi un’immagine non a fuoco.

Quanto più grave è il difetto visivo, tanto minore è la distanza alla quale si vede bene. Il difetto si misura in diottrie; quindi in linea teorica se sentite dire che a una persona mancano tre diottrie all’occhio destro, significa che riesce a vedere da una distanza di sette metri un oggetto che una persona senza difetto di refrazione distingue invece già a dieci metri.

Quanto più grave è il difetto visivo, tanto minore è la distanza alla quale si vede bene. Il difetto si misura in diottrie; quindi in linea teorica se sentite dire che a una persona mancano tre diottrie all’occhio destro, significa che riesce a vedere da una distanza di sette metri un oggetto che una persona senza difetto di refrazione distingue invece già a dieci metri.

Chirurgia Cataratta - Dottor Gaetano Cupo Miopia: Prevenzione e nuove terapie TV2000 - Il mio medico
Chirurgia Cataratta - Dottor Gaetano Cupo

Dr. Gaetano CUPO

La miopia è un difetto visivo che sta diventando un’epidemia: si stima che nel 2050 metà della popolazione mondiale sarà miope. Di prevenzione e terapie parla il dott. Gaetano Cupo, chirurgo oculista del Campus Biomedico di Roma.

Classificazione della Miopia

Una classificazione scolastica della miopia può essere strutturata sulla base dell’entità del difetto, in lieve (fino a 3 diottrie), media (da 3 a 6 diottrie) ed elevata (oltre le 6 diottrie).

Ad eccezione di una piccola percentuale di persone nei quali la miopia insorge già in età pediatrica 2-3 anni accompagnata ad una forma progressiva e degenerativa della retina, in genere la miopia insorge in età scolare, aumenta nel periodo dello sviluppo e tende a stabilizzarsi intorno ai 20-25 anni, aumentando solo lievemente dopo quell’età.

In Italia una persona su quattro è affetta da miopia (vale a dire circa 15 milioni di persone). In generale in Occidente si ritiene che abbia una prevalenza indicativa del 30%. In Asia, invece, si riscontrano percentuali fino all’80-90%. Più in generale, secondo un recente studio è miope il 28,3% della popolazione mondiale con un trend in ascesa: se nel 2020 si prevede che lo sarà oltre un terzo degli abitanti (33,7%), per il 2050 si stima che sarà miope circa la metà della popolazione mondiale (40% miopia lieve-moderata +9,8% miopia elevata)

Quali sono le cause che possiamo riconoscere ?

Cause genetiche e cause ambientali cioè correlate allo stile di vita. Uno studio pubblicato nel 2018 su Nature Genetics ha individuato oltre 160 geni “responsabili” della miopia.

Tuttavia negli ultimi anni, grazie a studi su data base numerosi, si è scoperta anche una correlazione più stretta tra miopia e stile di vita. Infatti i bambini che trascorrono troppo tempo in ambienti chiusi e in attività da vicino (ad esempio a leggere od utilizzare supporti multimediali) avrebbero maggiore possibilità di sviluppare miopia o dato più correlato avrebbero maggior frequenza di peggiorare il difetto pre-esistente. Tanto che alcuni Paesi asiatici hanno adottato programmi nelle scuole per favorire attività al sole e all’aria aperta. Salvaschermi che mostrano l’invito ad uscire dalle classi e dedicarsi ad attività ludiche in ambiente aperto sono solo alcune delle metodiche utilizzate in Thailandia o nei paesi del bacino del sud-est asiatico, dove anche le condizioni di umidità ambientale e climatiche purtroppo costringono i piccoli scolari a trascorrere la maggior parte della giornata in strutture chiuse. Inoltre, una prolungata deprivazione visiva induce miopia modificando il diametro anteroposteriore del bulbo oculare, presumibilmente dato l’aumento dei livelli di cortisolo ematico.

Secondo uno studio pubblicato nel 2011 dall’Università di Cambridge (Regno Unito) per i bambini il rischio di avere la miopia si riduce del 2% per ogni ora in più trascorsa all’aperto ogni settimana.

Va detto, comunque, che esiste anche una componente non legata allo stile di vita, ma ereditaria: se uno o entrambi i genitori sono miopi è più probabile che lo siano anche i figli. In uno studio da poco pubblicato su Nature Genetics (2018) si definisce che siano 161 i geni coinvolti in varia misura nel difetto rifrattivo, coinvolgendo aspetti anche molto diversi della fisiologia e della morfologia oculare

Come si può correggere la miopia ?

Tradizionalmente la miopia si corregge con l’utilizzo di lenti (lenti a frontale o lenti a contatto). Gli occhiali sono il mezzo più diffuso e di facile uso, ma possono non essere l’ideale se il difetto è elevato. L’immagine risultante percepita dal soggetto miope è, infatti, rimpicciolita con tanto più la lente è forte che inevitabilmente causa delle distorsioni nella zona paracentrale e periferica del campo visivo. Quindi un oculista potrà valutare l’opportunità delle lenti a contatto, tenendo conto della salute oculare e della presenza di una buona lacrimazione ed informando insieme al contattologo di tutte le evenienze necessarie per una corretta gestione di questo utile, ma potenzialmente pericoloso sussidio.

Terapia con ausilio di laser

PROCEDURE CON FLAP

Laser ad eccimeri viene fatto sotto un lembo corneale lamellare.

Laser assistita in situ keratomileusis (LASIK): Il chirurgo utilizza sia un microcheratomo o un laser a femtosecondi per tagliare un lembo di tessuto corneale (di solito con uno spessore di 100-180 micrometri). Il lembo viene sollevato come una porta incernierata, il tessuto viene ablato dallo stroma corneale con un laser ad eccimeri, il lembo viene poi riposizionato. Quando il lembo viene creato usando un laser a femtosecondi IntraLase, il metodo viene chiamato IntraLASIK (i-LASIK).

Relex "SMILE" (Estrazione di lenticolo attraverso piccola incisione): una tecnica più recente senza un lembo, un laser a femtosecondi taglia un lenticolo nello stroma corneale. Lo stesso laser viene usato per tagliare una piccola incisione lungo la periferia del lenticolo. Il chirurgo utilizza quindi uno strumento appositamente progettato per separare e rimuovere il lenticolo attraverso l'incisione, lasciando intatto le lamelle anteriori della cornea.

PROCEDURE SENZA FLAP

Il laser ad eccimeri è utilizzato per l'ablazione della porzione più anteriore dello stroma corneale. Queste procedure non richiedono uno spessore parziale tagliato in stroma. I metodi di ablazione di superficie differiscono solo nel come viene gestito lo strato epiteliale.

La chirurgia refrattiva (PRK) è una procedura ambulatoriale in genere eseguita con gocce di anestetico oculari locali (come con LASIK / LASEK). Si tratta di un tipo di chirurgia refrattiva che rimodella la cornea rimuovendo quantità microscopiche di tessuto dallo stroma corneale, utilizzando un fascio controllato dal computer di luce (laser ad eccimeri). La differenza rispetto LASIK è che lo strato superiore del epitelio viene rimosso (e una lente a contatto viene utilizzata come bendaggio), quindi non si crea alcun lembo. Il tempo di recupero è più lungo con PRK rispetto alla LASIK, anche se il risultato finale (dopo 3 mesi) è circa lo stesso (molto buono).

In alcuni casi se il difetto refrattivo non permette di essere risolto con il laser si decide di impiantare all’interno dell’occhio una lente artificiale. La lente può essere aggiunta al cristallino naturale (IOL fachica) nella camera anteriore (davanti all’iride) o nella camera posteriore (davanti al cristallino), oppure può essere impiantata direttamente al posto del cristallino.